Newton e l’albero di silicio

apple_newton_fritsalMi rendo sempre più conto di come si possa, vivendo l’evoluzione del mondo tecnologico, incappare in un tragico errore, ovvero non considerare la fisica.

Non posso che riflettere sul fatto che l’uomo abbia sviluppato la tecnologia puntando principalmente a due fattori, le prestazioni e le dimensioni.

Se l’evoluzione prestazionale è sempre stata lineare, molto comprensibile ed universalmente apprezzata (chi non auspica ad un computer sempre più potente o ad uno smartphone sempre più accessoriato?), l’evoluzione sul piano delle dimensioni dimostra quanto il concetto sia assolutamente relativo.

Non posso che rimanere perplesso quando vedo qualcuno armeggiare con enormi smartphone, con display spettacolari, perchè penso a quanto faceva tendenza, non più di dieci anni fa, il microscopico Motorola. Si è passati dalla rincorsa al telefono più piccolo e meno ingombrante, a quello con lo schermo più grande senza neanche rendersene conto.

Ma il telefono non è il solo esempio. Il mercato ha acquistato milioni di Asus EeePC da 7”, salvo poi rendersi inevitabilmente conto che uno schermo del genere era inusabile per il 90% dei casi. Esattamente la stessa cosa che succederà con i tablet più piccoli.

Allora la dimensione è davvero relativa, dipende da cosa ci si aspetta e da qual è la funzione del dispositivo; la tecnologia dovrà sempre avere a che fare con la fisica che muove il mondo, mondo in cui le persone hanno le dita e le devono utilizzare per premere i tasti (o lo schermo touch) e dove usano gli occhi per vedere cosa stanno facendo.

Televisori con occhialini 3D, tastiere morbide che si arrotolano, monitor e tastiere microscopiche sono solo gadget, non dispositivi utili e duratori; le evoluzioni sono altre, come display touch screen utilizzabili, l’e-ink o la straordinaria Internet, aspettando il primo microprocessore senza dispersione di calore.

Arriveranno altre vere ed utili innovazioni? Sono convinto di sì, da qualche parte c’è sicuramente un contemporaneo Newton, seduto sotto un albero in attesa che la mela di silicio gli cada sulla testa.

Ovviamente ogni riferimento alla mela è del tutto casuale.

4 commenti su “Newton e l’albero di silicio

  1. D’accordissimo. Il limiti fisici (per fortuna) hanno sempre il sopravvento.
    Bravo.

  2. Personalmente ho sempre visto certe calzature femminili come un sfida alla fisiologia umana, oltre che alla fisica.
    Per uscir di metafora potremmo dire che il contatto tra tecnologia e utenza di massa ha introdotto una variabile prima assente: la moda. Un variabile davvero bizzosa, in grado di sovvertire e occultare perfino le leggi immutabili della fisica.
    Il gusto estetico, infatti, è tutt’altro che immutabile e varia a seconda dei tempi e dei luoghi. Mi ricordo che nel mio viaggio in Corea del Sud – era il 2002 – mi colpirono due cose in particolare, la foggia a dir poco ridicola delle scarpe indossate dai giovani e il colore improponibile di certi cellulari.
    Per fortuna la distanza geografica e culturale ci ha tutti salvati tutti da queste brutture, ma il punto è un altro: la tecnologia e i prodotti destinati alla massa influenzano e sono influenzati dalle mode.
    Prendiamo il citato esempio dei cellulari. Fino a qualche anno il cellulare faceva ciò per cui era stato inventato: telefonare. Dopo qualche anno si è capito che poteva anche essere: client di posta, fotocamera, videocamera, lettore Mp3, navigatore satellitare, e via di seguito. A questo punto se prima il telefono figo per definizione era quello tanto piccolo da non essere quasi utilizzabile (ricordo scene pietose di gente le cui dita prendevano almeno sei tasti del mitico startac) a dei giganti da mezzo chilo da far venire la borsite ad usarli. Moda.
    I più attenti avranno notato che dopo anni di oblio sono tornate a vedersi in giro macchine di colore bianco (tinta un tempo destinata ai soli mezzi aziendali). Non crederete che l’affermarsi dell’estetica dei candidi prodotti Apple non c’entri nulla?
    Un tempo una mia ex collega mi chiese se potessi trovare un case in rovere per il pc di casa sua. La plastica, a suo dire, stonava col mobilio.
    Come vedete a noi poveri tecnici non è ancora toccato di vedere il peggio.
    Meglio armarsi di una certa dose di pazienza.

Nuovo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *