L’ansia della business continuity

homer0010All’inizio di ottobre, per diversi giorni, il leggendario servizio BlackBerry ha sofferto di un grave disservizio che lo ha portato ad un fermo quasi globale; tutto il traffico e-mail bloccato, così come i servizi di messaggistica e scambio dati in generale.
Ovviamente il servizio voce, che è a carico esclusivo del gestore telefonico, non ha sofferto di alcuna interruzione.

Da (felice) utilizzatore di BlackBerry sono stato coinvolto in questo imponente guasto, ed essendo vagamente del mestiere, ho tentato di informarmi sulle cause.

Leggendo qui e la, più che altro per curiosità, ho realizzato quello che già temevo da tempo: l’essere umano è soggiogato alla stessa tecnologia che ha brillantemente creato.

Dopo la ripresa del servizio ho letto di class-action contro RIM (l’azienda produttrice dei terminali BlackBerry e gestore del servizio dati/e-mail degli stessi), gente che sosteneva di aver perso clienti e commesse a causa della mancata ricezione delle e-mail sul proprio smartphone, e per finire, ancora più grave, pesanti ripercussioni sul titolo RIM in borsa.

Forse banalizzo troppo, non voglio sminuire nessuno, ma qua si rasenta la follia.

La mancata ricezione delle e-mail sul cellulare non è la fine del mondo, tanto più che il disservizio è durato qualche giorno, non settimane. Ipotizzo che, almeno per la grande maggioranza, gli utenti abbiamo un PC, un tablet o una webmail con cui armeggiare nell’attesa di poter riprendere il loro frenetico scambio di bit, ovunque essi si trovino.

L’effetto psicologico, tutt’altro che da sottovalutare, raggiunge poi il suo più agghiacciante risultato sui listini di borsa; il titolo RIM scende perchè il sistema ha avuto un guasto? Ma stiamo scherzando? Sono anni che BlackBerry è il sistema principe della telefonia mobile, tecnicamente all’avanguardia e di grandissimo successo, e per un disservizio (seppur importante) l’azienda vale meno?

Questo è solo un esempio, chi vive di assistenza informatica (ma non solo) lo sa bene, non si può più rimanere fermi, neanche per un istante.

E’ ovvio che l’evoluzione informatica comporta un’attenzione ai servizi di manutenzione sempre maggiore, però bisogna sforzarsi di ricordare cosa è davvero urgente e fondamentale (non stiamo parlando dei computer di una sala operatoria), altrimenti si perderà per sempre l’obiettivo finale, che credo sia quello di vivere meglio.

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