L’insostenibile leggerezza dell’informazione

rssnewsScrivere qualcosa sull’argomento dell’informazione nel mondo informatico, anche se il concetto penso possa essere tranquillamente generalizzato ad altri settori, è difficile quanto inevitabile.

Per chi come me campa in buona parte grazie ad Internet, o meglio, grazie alle informazioni in essa contenute, è complesso districare il groviglio che si è formato nel tempo fra imprecisioni, verità, inutilità e stupidaggini causato dalla proliferazione incontrollata di testate giornalistiche (o pseudo tali), blog, newsgroup, mailing list, ecc..

L’argomento è per la verità vecchio come il mondo (di Internet); se da una parte chiunque può scrivere qualsiasi cosa, dall’altra chiunque può scrivere qualsiasi stupidata. Parlando di informatica, trovo una buona percentuale di quest’ultime.

La tecnologia è complessa anche per i tecnici di settore, figuriamoci per i consumatori di massa; il poter trovare ovunque e con facilità una risposta ad un problema informatico è di straordinaria potenza, ma se nel mare di risposte si trovano decine di pareri, informazioni di parte, incongruenze ed imprecisioni (per non dire di peggio), allora la risoluzione del problema potrebbe essere più complessa del problema stesso.

Personalmente trovo sempre più spesso soluzioni all’interno di commenti di blog sconosciuti piuttosto che su siti istituzionali o aree di supporto di produttori, ma altrettando spesso, sempre su di essi, trovo decine di informazioni errate ed incomplete, nella peggiore delle ipotesi, fuorvianti.

Ma tutto questo si riflette anche sull’informazione tecnologica in senso lato; esistono decine e decine di siti e blog che pubblicano tutti la stessa notizia, tanto che iniziano a sembrare dei siti traduttori di blog americani piuttosto che genuini spunti di informazione. Per non parlare degli spammer incontrollabili che vagano per Facebook e Twitter, che si limitano ad inoltrare le più atroci assurdità senza utilizzare un minimo di spirito critico.

Inizio a chiedermi se di informazione non ce ne sia un po’ troppa. La libertà di parola è un bene preziosissimo e va difeso a spada tratta, ma anche il diffondersi di una informazione amatoriale (a dir poco) alla lunga crea ignoranza.

Non che io abbia in mano un soluzione, magari, ma credo che il futuro vedrà un’auspicabile razionalizzazione di ciò che è oggi il web; meno blog, gruppi e siti estemporanei e più portali tematici professionali o amatoriali di qualità.

Abbiamo bisogno di unire le forze, non di disperderle, anche nella rete.

 

P. S. Questo post vuole essere anche una spiegazione al cambiamento operato al mio blog circa un anno fa, quando da blog di informatica generico contenente segnalazioni, soluzioni e notizie è diventato un più personale editoriale il cui scopo è quello di condividere considerazioni non tecniche per chi di informatica ci vive, per professione, per passione o per semplice utilità.

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