Il mondo di Facebook

wwwQual è stata l’ultima rivoluzione informatica dalle conseguenze obiettivamente rilevanti? Non è facilissimo rispondere a questa domanda; potremmo citare l’introduzione della tecnologia ADSL, l’e-ink dell’Amazon Kindle o l’accesso mobile alla rete Internet.

Io risponderei invece “Facebook”.

Facebook lo uso da tempo, non tanto per il valore che posso trarne (valutabile a 2 in una scala da 1 a 10), quanto per l’interesse che mi suscita.

Il mio interesse, si intende, non è tanto per l’accozzaglia di inutilità che milioni di utenti vi riversano ogni giorno, quanto per il modello di business che ha sviluppato e che sta rivoluzionando, quasi in silenzio, il modo di fruire del web.

I più attenti avranno notato come sono stati sviluppati i “collegamenti” all’interno di questo social network; oltre ai profili personali infarciti a dovere di informazioni (per lo più ben disposte), la gestione delle pagine aziendali è diventata estremamente interessante per un gestore di un’attività. Si riescono ad ottenere con facilità imbarazzante ottime statistiche di accesso, e soprattutto si raggiunge un target sconfinato di utenza.

Credo che Google sia sull’attenti da un bel po’. Google+ è la chiave dello sviluppo futuro dell’azienda perchè il gigante della ricerca non può permettere che un social network prenda il suo posto. Difficile? Improbabile? Forse, ma ad oggi cercare un’azienda su Facebook piuttosto che su Google può essere efficace, e lo sarà sempre di più.

Un social network ben popolato come Facebook è un bacino enorme di informazioni, soprattutto perchè ben organizzate, cosa che implicitamente manca ad un motore di ricerca generico. In un mondo di informazioni sempre più vasto, farà sempre più comodo una ricerca strutturata; sono piuttosto convinto che Google lo sappia.

Google fonda il suo business sull’informazione che poi elabora a dovere per proporre fondamentalmente pubblicità ad-hoc. Facebook ha ancora più potenziale, perchè può tracciare in modo quasi allarmante gli usi, i costumi ed i gusti.

Non scordiamo inoltre che per essere presenti su Google occorre un sito web, mentre su Facebook basta registrarsi.

E’ un po’ di tempo che penso che lo sbeffeggio dei social network sia snob e fuori luogo, un po’ come tutte le prese di posizione senza ragionamento a monte. Può essere davvero uno strumento futuro per tutti.

Poco convinti? Provate a cercare le date di uno spettacolo teatrale, un concerto o altro evento su Google. E poi provate su Facebook. Sono convinto che da ora in poi cambierete almeno un po’ il modo con cui valutare questo “nuovo” strumento.

3 commenti su “Il mondo di Facebook

  1. Io sono preoccupato per un paio di ragioni: Troppe aziende stanno iniziando a sostituire le proprie pagine web e la comunicazione aziendale con profili facebook, applicativi e pubblicità sul social network. In questo modo stanno consegnando in mano a Facebook i loro clienti. Se su un sito web ho la possibilità di interagire direttamente con i miei clienti, su facebook sono costretto a farlo tramite una piattaforma che non mi appartiene ed a cui non posso accedere al 100%. Se un domani facebook dovesse chiudere, tecnicamente avrei perso il contatto con il 90% dei miei clienti.

    La pubblicità su facebook inoltre ha un CTR ridicolo che rende facile lo spam di brand colossali a cui interessa solo la brand awareness ma rende veramente difficile fare pubblicità tradizionale per le piccole e medie imprese. Il problema è che per quanto gli utenti possano essere profilati, c’è sempre tanto “sporco”. Su Google invece, è difficile ipotizzare che una persona alla ricerca di un frigorifero classe energetiva A++ clicchi su un annuncio pur non essendone interessato, dopo aver effettuato la relativa ricerca.

    Facebook non si può snobbare, e su questo non ci piove. Il problema è che l’hype generato viene ingigantito da troppe persone. Fino a 5 anni fa, myspace era il sito più visitato al mondo ed il suo valore inestimabile. Oggi, è un sito di nicchia per pochi. La stessa cosa potrebbe accadere con facebook quindi ci vuole del cauto ottimismo. Giusto sfruttare le piattaforme messe a disposizione, ma da qui a trasferire tutto il proprio business su un sito ora quotato in borsa e che deve quindi rispondere agli azionisti prima che ai suoi utenti, mi sembra un pò azzardato.

    Torno a giocare ad Angry Birds. Su facebook.

  2. @Fabio
    Concordo su tutto. Auspico anch’io un giusto buon senso, ma mi pare corretto evidenziare quanto il qualunquismo informatico sia ingiusto sia in un senso che nell’altro.

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