Timbro digitale

timbro_digitaleLa vita di tutti i giorni ci regala un quadro molto completo della situazione che stiamo vivendo, basta solo fare un minimo di attenzione.

Aziende e professionisti sono stati obbligati negli ultimi anni ad adottare un sistema di posta elettronica certificata al fine di snellire l’apparato burocratico di tutto il paese, perlomeno evitando le vetuste raccomandate postali.

Curioso però che l’Italia sia praticamente l’unico paese a spingere la PEC, dato che nello stesso il vecchio timbro regna ancora incontrastato.

Qualche giorno fa ho ricevuto sull’e-mail aziendale una richiesta di compilazione e firma documenti, su cui veniva richiesta l’apposizione del timbro in ogni pagina, pena la mancata accettazione della pratica. Ripeto, curioso. Ancora più curioso il fatto che sono stato costretto ad allegare un documento dichiarante la non disponibilità del suddetto timbro.

Non è la prima volta che riscontro una reazione stupita quando dico che “la nostra azienda è almeno otto anni che non adotta alcun timbro”, anche se tento invano di spiegare che un timbro non prova assolutamente nulla, dato che è un semplice pezzo di gomma inciso e che pertanto è falsificabile in pochi minuti al costo di altrettanti pochi euro.

Mi chiedo allora se l’introduzione di una tecnologia (tra l’altro un po’ ostica da implementare e gestire) quale la PEC possa avere un vero futuro in un paese in cui ancora si pensa al timbro come sigillo insostituibile.

E poi vogliamo anche la firma digitale per tutti? Prima dobbiamo istituire un “timbro digitale”, altrimenti la nostra firma non varrà mai nulla.

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