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I naufraghi dell’informatica

22 febbraio 2011 3 commenti

naufragoRitorno dopo parecchio tempo a scrivere sul blog, probabilmente a causa di quanto andrò a dire.

L’argomento è legato al post precedente, in cui rilevavo una sempre maggiore complessità degli strumenti informatici di cui tutti gli utenti tendono a circondarsi, senza però avere il tempo e le competenze (e vero interesse) necessario.

Negli ultimi anni il fenomeno si sta estendendo anche all’ambito aziendale, come sempre in leggero ritardo rispetto al mondo consumer, più soggetto al fattore moda che alla vera utilità; non passa giorno che clienti chiamino chiedendo l’integrazione di un nuovo servizio, spesso legato alla mobilità.

E vai di BlackBerry, non più semplicemente agganciati in POP3/IMAP, ma integrati con il server di posta, BlackBerry Enterprise Server, iPhone/iPad da sincronizzare con Outlook, sistemi integrati di ogni genere, e via discorrendo.

Il problema è che è tutta roba da studiare, sempre che non si voglia installare con il classico pressapochisismo dell’avanti/avanti/avanti; ma il tempo chi ce l’ha? Mi sto accorgendo che la risposta è, purtroppo, “nessuno”.

Nel mio piccolo cerco di difendermi, spendendo il pochissimo tempo libero tra manuali e whitepapers scritti male o comunque incompleti, quasi che anche i produttori stessi siano più impegnati nell’aggiungere sempre novità invece che consolidare e spiegare bene come si usano le (loro) tecnologie attuali.

Ho sempre pensato che l’Italia fosse più indietro, anche dal punto di vista della preparazione professionale, però tutto sommato anche i colleghi sistemisti esteri non se la passano proprio bene.

L’informatica sta dilagando, ovviamente, ma non mi pare di vedere dei gran professionisti pronti ad arginare il fenomeno e guidare la massa sempre più numerosa dei naufraghi informatici.

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La semplicità della complicazione

12 novembre 2010 2 commenti

desktop-clutterE’ difficile analizzare l’evoluzione dell’informatica negli ultimi anni, diciamo venti.

Da una parte si è riusciuti a semplificare moltissimo, pensiamo ai driver plug-and-play, i siti web che permettono di risolvere in un attimo una miriadi di problemi altrimenti impossibili, alla quantità di bravi programmatori (indipendenti e non), dall’altra ci stiamo complicando sempre di più la vita.

Per chi come me è difficile da accontentare, sia dal punto di vista hardware che software, è una vita impossibile. Si perdono ore se non giornate nel valutare l’apparecchio o il software giusto e poi ancora più tempo nel configurarlo, per non parlare dell’arrivo a punti morti causa incapacità manifesta dell’oggetto (o della mente poco geniale del produttore).

E allora via, inizia un’altra ricerca fatta di browsing sul web, chiacchiere con amici e colleghi; un vero circolo vizioso per chi vuole raggiungere il massimo in termini di prestazioni in senso lato.

Come risolviamo la situazione? Semplifichiamo.

iTunes lo consideriamo un prodotto ottuso e sconcertante? Sì però è l’unico che abbia una gestione decente dei podcast, non posso usare tre software differenti per l’ascolto della mia libreria sonora.

Windows pecca di molte finezze, ma non posso installare (e tenere aggiornati) mille utility che magari utilizzo tutto sommato raramente.

Allora via tutto ciò che non è davvero indispensabile, avrò meno da installare, configurare ed aggiornare.

Teniamo il nostro sistema pulito, essenziale e ben aggiornato. Cerchiamo di aggiornare con una certa costanza il parco software, leggiamo cosa succede nel mondo dell’hardware e non facciamoci prendere dalla gola del momento.

Sono giunto alla conclusione che solo così potremo utilizzare questo fantastico strumento che è il computer in modo sano e rilassato, altrimenti diventa davvero più semplice la vanga piuttosto che il trattore.

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Una App per tutti

15 ottobre 2010 2 commenti

apple-iphone-app-storeE’ incredibile la quantità di “app”, cioè applicazioni, che sono nate e nascono ogni giorni per Apple iPhone/iPad, un fenomeno dilagante che inizia ad intaccare anche il nuovissimo mondo Android.

Ora che è stato presentato Windows Phone 7, anche lui con il supporto alle sue belle applicazioni personalizzate con tanto di futuro marketplace per l’acquisto o download gratuito (in pieno stile Apple), ne avremo altre ancora. E non vogliamo citare BlackBerry?

E chi le deve realizzare?

Mi immagino di essere un’azienda interessata alla promozione del proprio servizio agli utenti mobili e mi chiedo per prima cosa, “ma per che piattaforma la faccio la mia app”?”.

Se voglio conquistare gli utenti di iPhone mi devo realizzare l’applicazione e pubblicarla su iTunes, se voglio arrivare agli utenti (sempre più numerosi) di Android devo riprogrammarla e così per Windows Phone e BlackBerry. Mica tanto comodo ed economico.

Mi chiedo allora perchè, soprattutto per quanto riguarda le riviste e quotidiani, si debba investire nel programmare un software per una precisa piattaforma quando basterebbe realizzare una versione web raggiungibile da chiunque? Chi se ne importa del sistema operativo, l’importante è che tutti possano fruire del prodotto, dei contenuti.

Eppura basta un fenomeno di massa come iPhone per fregarsene ed investire a più non posso nel realizzare applicazioni che funzionano solamente su un tipo di telefono, senza avere la minima idea di che sviluppo futuro potrà avere.

Almeno Android e Windows Phone vengono utilizzati su telefoni prodotti da tanti marchi, mi farebbe pensare ad un mercato un po’ più ampio.

Ma del resto il mondo è bello perchè è “poco” vario.

Apple offre, utente domanda

23 settembre 2010 2 commenti

Pochi giorni fa chiacchieravo, in modo piacevolmente costruttivo, con un assennato utente Mac sulla qualità in senso lato dei prodotti Apple. Si parlava nello specifico di iTunes, delle sue utilità e delle sue conseguenti ottusità.

Essendo pochi giorni prima incappato in una evidente mancanza del software in questione, provo a sottoporre il problema.

Io: “Ma non ti sembra assurdo che non si possa, in modo veloce ed intuitivo, aggiungere ad una sorta di preferiti lo streaming che stai ascoltando!”

MacUtente: “Se scegli una delle radio presenti nell’elenco predefinito, la puoi trascinare nelle playlist!”

Io: “E se nell’elenco quella che voglio seguire non c’è?”

MacUtente: “Beh, ce ne sono a centinaia, che bisogno ho di altre alternative al di fuori di quelle già proposte?”

La legge della domanda/offerta, base del mercato capitalista, viene evidentemente ribaltata nella sua classica interpretazione; colui che vende, Apple, propone il prodotto, prendere o lasciare; e chi dovrebbe domandare? Accetta, perchè è comodo, piacevole e ben costruito. L’utente non è il soggetto che fa la richiesta, semplicemente accetta ciò che gli viene proposto.

Oggigiorno non è solo Apple che intraprende questa strada, intendiamoci, ma certamente è in prima fila insieme a molti altri.

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Anche la musica nella nuvola

16 settembre 2010 2 commenti

In verità se ne parla da tempo e non potrà che essere così. Stanno trapelando notizie più concrete sul futuro Google Music, ovvero un servizio simile ad iTunes che permetterà di acquistare musica mantenendola però sul proprio spazio on-line; tale soluzione permetterebbe, a mio dire “finalmente”, di accedere alla propria collezione musicale da qualsiasi dispositivo (portatile e non) e di scaricarla qualora ne avessimo la necessità.

Pare, ma aspettiamo conferma ufficiale, che l’applicazione Google sarà interamente utilizzabile dentro al browser senza nessun download e che sarà in grado di scandagliare il proprio hard disk alla ricerca di file musicali già di proprietà e di caricarli nel proprio spazio on-line (se Google ne avrà acquistato i diritti).

Apple da parte sua, sempre grazie alle solite indiscrezioni, pare stia lavorando ad un iTunes dalle simili funzionalità.

Non resta che lasciarsi alle spalle il concetto di dati off-line e di supporti di memorizzazione, il futuro è nella nuvola. Personalmente non vedo l’ora.

Si cambia

13 settembre 2010 Nessun commento

Dopo più di due anni di silenzio ho deciso di riprendere in mano il blog, pulendolo, aggiustandolo ed infine cambiandogli significato.

La mia passione e mezza professione di “indagatore del software” pare essere stata apprezzata grazie ai vecchi post della versione 1.0 del blog e quindi, non appena riuscirò a ritagliare una fetta di tempo, gli dedicherò un progetto a parte.

Questo blog è tagliato sulla mia persona, una via di mezzo tra una presentazione personale ed un contenitore di riflessioni sul mondo in cui opero, informatica e dintorni.

La materia informatica è diventata talmente vasta che il perdersi non è impossibile ma molto probabile; tramite qualche articolo vorrei proporre il mio punto di vista, non tecnico, ma filosofico e/o analitico. Pensandoci bene, potrebbe essere che io scopra, grazie agli auspicabili commenti, che ad essermi perso fra bit, mele e finestre sono proprio io.

Nicola Farina

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