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Apple offre, utente domanda

23 settembre 2010 2 commenti

Pochi giorni fa chiacchieravo, in modo piacevolmente costruttivo, con un assennato utente Mac sulla qualità in senso lato dei prodotti Apple. Si parlava nello specifico di iTunes, delle sue utilità e delle sue conseguenti ottusità.

Essendo pochi giorni prima incappato in una evidente mancanza del software in questione, provo a sottoporre il problema.

Io: “Ma non ti sembra assurdo che non si possa, in modo veloce ed intuitivo, aggiungere ad una sorta di preferiti lo streaming che stai ascoltando!”

MacUtente: “Se scegli una delle radio presenti nell’elenco predefinito, la puoi trascinare nelle playlist!”

Io: “E se nell’elenco quella che voglio seguire non c’è?”

MacUtente: “Beh, ce ne sono a centinaia, che bisogno ho di altre alternative al di fuori di quelle già proposte?”

La legge della domanda/offerta, base del mercato capitalista, viene evidentemente ribaltata nella sua classica interpretazione; colui che vende, Apple, propone il prodotto, prendere o lasciare; e chi dovrebbe domandare? Accetta, perchè è comodo, piacevole e ben costruito. L’utente non è il soggetto che fa la richiesta, semplicemente accetta ciò che gli viene proposto.

Oggigiorno non è solo Apple che intraprende questa strada, intendiamoci, ma certamente è in prima fila insieme a molti altri.

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Anche la musica nella nuvola

16 settembre 2010 2 commenti

In verità se ne parla da tempo e non potrà che essere così. Stanno trapelando notizie più concrete sul futuro Google Music, ovvero un servizio simile ad iTunes che permetterà di acquistare musica mantenendola però sul proprio spazio on-line; tale soluzione permetterebbe, a mio dire “finalmente”, di accedere alla propria collezione musicale da qualsiasi dispositivo (portatile e non) e di scaricarla qualora ne avessimo la necessità.

Pare, ma aspettiamo conferma ufficiale, che l’applicazione Google sarà interamente utilizzabile dentro al browser senza nessun download e che sarà in grado di scandagliare il proprio hard disk alla ricerca di file musicali già di proprietà e di caricarli nel proprio spazio on-line (se Google ne avrà acquistato i diritti).

Apple da parte sua, sempre grazie alle solite indiscrezioni, pare stia lavorando ad un iTunes dalle simili funzionalità.

Non resta che lasciarsi alle spalle il concetto di dati off-line e di supporti di memorizzazione, il futuro è nella nuvola. Personalmente non vedo l’ora.