Apple offre, utente domanda
Pochi giorni fa chiacchieravo, in modo piacevolmente costruttivo, con un assennato utente Mac sulla qualità in senso lato dei prodotti Apple. Si parlava nello specifico di iTunes, delle sue utilità e delle sue conseguenti ottusità.
Essendo pochi giorni prima incappato in una evidente mancanza del software in questione, provo a sottoporre il problema.
Io: “Ma non ti sembra assurdo che non si possa, in modo veloce ed intuitivo, aggiungere ad una sorta di preferiti lo streaming che stai ascoltando!”
MacUtente: “Se scegli una delle radio presenti nell’elenco predefinito, la puoi trascinare nelle playlist!”
Io: “E se nell’elenco quella che voglio seguire non c’è?”
MacUtente: “Beh, ce ne sono a centinaia, che bisogno ho di altre alternative al di fuori di quelle già proposte?”
La legge della domanda/offerta, base del mercato capitalista, viene evidentemente ribaltata nella sua classica interpretazione; colui che vende, Apple, propone il prodotto, prendere o lasciare; e chi dovrebbe domandare? Accetta, perchè è comodo, piacevole e ben costruito. L’utente non è il soggetto che fa la richiesta, semplicemente accetta ciò che gli viene proposto.
Oggigiorno non è solo Apple che intraprende questa strada, intendiamoci, ma certamente è in prima fila insieme a molti altri.








Nicola Farina su: